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Il diario di Didi

Capodanno cinese a Milano – Il diario di Didi

By | Il diario di Didi, Valori

Caro Diario, 

qui in Italia è già iniziato l’anno nuovo. Noi cinesi invece stiamo ancora aspettando il capodanno. In Cina, il capodanno cinese, viene chiamato festa di primavera
(春节 chun jie). Primavera, ti chiederai? Ma come, con questo freddo si festeggia la primavera?!

Ebbene sì, la primavera non si fa ancora sentire ma i cinesi sanno che sta arrivando. L’energia Yang (che corrisponde al caldo e al sole) comincia a risalire attraverso la terra ghiacciata e le giornate si allungano. E’ l’inizio della fine dell’inverno ed è il momento di festeggiare accogliendo la primavera a braccia aperte.                      

Ma come si festeggia il capodanno cinese?

Tutti i cinesi trascorrono il capodanno in famiglia: è la festa più importante della cultura cinese e va celebrata con le persone che amiamo di più. Di conseguenza per i cinesi che vivono all’estero è un periodo un po’ triste. Quando non potevo tornare a casa organizzavo sempre una festa con gli amici locali. Durante il periodo che precede il capodanno in Cina c’è un momento conviviale che tiene insieme la famiglia: la preparazione dei ravioli cinesi. Qualcuno impasta, qualcun’altro prepara il ripieno… e poi tutti quanti bisogna chiudere il ripieno dentro la pasta: questa è la fase più delicata e anche la più divertente. Alla fine i ravioli assumono le forme più diverse nel piatto.
È stato facile importare questa tradizione in Italia; in fondo, un raviolo cinese non è così diverso da un panzerotto, no?

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Il capodanno cinese in Italia – Il diario di Didi

La tavolata cinese e la Hong Bao

C’è invece un aspetto che distingue nettamente la cena cinese: la nostra tavola è rotonda e tutti i piatti vengono collocati al centro, su un piano girevole, e si condividono collettivamente. Quando i cinesi mangiano sono molto attenti a che tutti gli altri commensali seduti possano assaggiare tutto. Un’altra tradizione irrinunciabile di ogni casa cinese che si rispetti è la hongbao 討紅包 (hong=rosso, bao=busta). Questa bustina è di colore rosso e giallo oro e dentro gli anziani di famiglia ripongono sempre un regalo in forma di denaro per i più giovani. Tale tradizione è così radicata che oggi i cinesi si scambiano hongbao anche attraverso la piattaforma di messaggi Wechat. 

L’ideogramma della fortuna

Non sono queste però le cose che mi mancano del capodanno cinese. Mi manca invece andare a fare la spesa con i genitori, scrivere parole di buon auspicio e intagliare personaggi di carta con la famiglia, oppure correre con gli amici sotto la neve. Mentre scrivo accanto alla mia tazza di the e alle candele Jijide che illuminano la mia scrivania, un po’ di nostalgia risale dal pozzo dei ricordi. Ma in fondo è per questo che ci raccontiamo storie: per sapere chi siamo e da dove veniamo.
Anche quest’anno scriverò l’ideogramma della fortuna, (福 Fu) sulla carta rossa e lo attaccherò alla mia porta. Spero di vederne altri sulle porte di Milano, così mi sentirò meno lontana da casa.

Il diario di Didi raccoglie le avventure di una ragazza cinese in Italia. Didi ha studiato belle arti a Milano e ha vissuto diversi anni in varie città italiane dal nord al sud Italia, ma è ancora molto curiosa di scoprire e capire l’Italia. Ha un cagnolino zoppo che si chiama Amao che ha incontrato su una spiaggia. Ama la natura ed è molto sensibile ai cambiamenti stagionali.
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cultura italiana da una prospettiva orientale.

Ma in Cina si festeggia il Natale? – Il diario di Didi

By | Il diario di Didi

Ma in Cina si festeggia il Natale?

Caro Diario,


quando si avvicina dicembre, le persone mi chiedono sempre: ma in Cina si festeggia il Natale?

Diciamo di sì. O meglio, in Cina il Natale è una festa commerciale, un’altra buona scusa per entrare in un grande magazzino e fare shopping. Prima di arrivare in Italia non ho mai festeggiato il Natale.

Questo giorno è diventato speciale per me da quando ho conosciuto gli amici italiani.

Ogni anno, in questo periodo, vengo accolta da una famiglia diversa e ho l’occasione di visitare diverse parti d’Italia.
La prima volta è stata in Puglia, grazie a Silvia, la mia prima buona amica italiana. Non potrò mai dimenticare il grande affetto che mi ha mostrato la gente del Meridione. Insieme a Silvia abbiamo decorato la casa con le luci comprate dal negozio cinese locale. Infatti, non so lo sapete, la maggior parte degli addobbi natalizi del mondo vengono prodotti, a YiWu, nel sud della Cina. 

Abbiamo mangiato la pasta al forno, riso patate e cozze, pesce: tutte cose buone e genuine. Il problema è che dopo aver mangiato così tanto dovevo rimanere sveglia fino a mezzanotte. Ma noi cinesi, tradizionalmente, non mangiamo mai tardi e andiamo a letto presto.

E dopo tanto mangiare e l’accompagnamento di un buon vino, sono vergognosamente crollata sul divano.

Non ricordo bene come, ma quando mi svegliai avevo in mano una piccola scultura: io non potevo saperlo, ma quello era Gesù bambino! Tutti erano lì a guardarmi mentre io, impacciata, non sapevo cosa fare. Tutti mi dissero: portalo nel presepe, a mezzanotte nascerà Gesù bambino! Così, intontita dal sonno e un po’ confusa, scoprii cosa fosse il presepe. Ho capito che in Italia il presepe è un’istituzione culturale rispettata sia da persone religiose che laiche. Infatti i presepi sono molto belli e tutti possono apprezzarne la bellezza. 

In un’altra occasione ho passato il Natale con un’amica che aveva più di settant’anni, un cane e un gatto. Eravamo solo io e lei e ricordo che dopo la cena ci siamo sedute davanti al camino e la mia amica decise di leggermi dei passi scelti dalla Bibbia.

 

Ma in Cina si festeggia il Natale? - Il diario di Didi © jijide

Ma in Cina si festeggia il Natale? – Il diario di Didi © jijide

 

A volte è anche capitato di passare il Natale da sola.

L’atmosfera sospesa della città vuota e illuminata da lucine colorate era per me inedita. Mentre tutti erano in casa con la famiglia, ho spento tutte le luci e ho acceso una candela.

Guardando la piccola fiamma pensavo: chissà quante persone come me si trovano in una terra nuova, lontano dai tutti i loro cari. Questa condizione di estraniamento è comune a tante persone nel mondo, fa parte della condizione moderna degli esseri umani. Dentro questa grande consapevolezza attraversare la mia piccola solitudine è stata meno difficile. 

E questo Natale dove andrò? Beh, lo dico subito: quest’anno tornerò di nuovo al Sud e trascorrerò il Natale in Sicilia con la famiglia del mio fidanzato. Sono un po’ nervosa, ma ho anche l’acquolina in bocca. Dicono che in Sicilia una cena natalizia può durare tante ore. Ma insomma, sono pronta a tutto, l’esperienza di un altro Natale vagabondo non mi spaventa più di tanto.

Buon Natale anche a te caro Diario!

 

Il diario di Didi raccoglie le avventure di una ragazza cinese in Italia. Didi ha studiato belle arti a Milano e ha vissuto diversi anni in varie città italiane dal nord al sud Italia, ma è ancora molto curiosa di scoprire e capire l’Italia. Ha un cagnolino zoppo che si chiama Amao che ha incontrato su una spiaggia. Ama la natura ed è molto sensibile ai cambiamenti stagionali.
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Fair Values di CBM Italia – Regali solidali – Jijide

By | Eventi, Il diario di Didi, Valori

Regali solidali – Jijide a Fair Values di CBM Italia. Venerdì 29 novembre Jijide ha partecipato ad una bellissima iniziativa di beneficenza. Dopo il calore che ci avete dimostrato durante LoveDesign, abbiamo deciso di impegnarci in modo più continuativo ad iniziative a scopo benefico.

 

La location di Casa Lago Jijide

La location di Casa Lago

Jijide ha partecipato a Fair Values, l’evento di shopping solidale promosso da CBM ItaliaCBM è la più grande organizzazione umanitaria internazionale. CBM impegnata da oltre cento anni nella cura e prevenzione della cecità e disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo. Dal 1989 è partner dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella lotta contro la cecità prevenibile e la sordità.

 

Jijide x CBM Fair Values

Foto tratta dalla campagna CBM – Fermiamo la cecità. Insieme è possibile.

Quest’anno è stata promossa la campagna Fermiamo la cecità. Insieme è possibile.L’obiettivo è quello di aiutare 1.6 milioni persone che vivono in 12 paesi di  Africa, Asia e America Latina.
I fondi raccolti dalla campagna contribuiranno a finanziare 26 progetti di prevenzione e cura che comprenderanno ,ad esempio, visite oculistiche, costruzione di pozzi, attività di formazione professionale e sensibilizzazione sulle attività previste dai progetti.

 

Jijide Fair Values

I prodotti Jijide a Fair Values

Durante l’evento i partecipanti hanno potuto acquistare, a prezzi scontati, i prodotti donati da piccole e grandi aziende aderenti all’iniziativa infatti per l’occasione, Jijide ha deciso di donare una selezione di cuscinetti e di candele profumate.
L’evento tenutosi presso Casa Lago . Ha visto la partecipazione di Filippa Lagerback e dello chef stellato Davide Oldani. Lo chef stellato inoltre ha anche deliziato i partecipanti con una ricetta a base di riso. Tral’altro il riso è la materia prima più diffusa nei paesi in via di sviluppo.


Siamo davvero emozionati di aver partecipato a questo evento. Inoltre ha permesso di raccogliere 22.822,67 euro a favore della campagna.
Grazie di cuore per il vostro sostegno!

Non dimenticate di guardare il bellissimo video di Fair Values.

 

Come si impara ad abbracciare? – Il diario di Didi

By | Il diario di Didi

Caro Diario,
come si impara ad abbracciare? Oggi è Halloween, la notte degli orrori. Se penso a una cosa che mi faceva davvero paura appena arrivata, rispondo senza dubbio gli ABBRACCI.
Prima di imparare bene la lingua italiana ho dovuto capire come salutare gli amici italiani… e non è stato affatto facile! Infatti quasi tutti mi volevano abbracciare e baciare.

 


Sai caro diario, da noi in Cina, il contatto fisico esiste solo tra i genitori e figli oppure tra fidanzati; al massimo tra le amiche o tra gli amici quando c’è un momento emotivamente speciale. A volte mi chiedono: come vi salutate voi cinesi? Ecco…con gli sconosciuti ci stringiamo la mano, ma solo in contesto formale, lavorativo. Con gli amici normalmente c’è il contatto… ma solo con lo sguardo e il sorriso, a volte non c’è nemmeno bisogno di dire Ní Hao 你好 (ciao in cinese).

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Come si impara ad abbracciare – Il diario di Didi ©jijide

 

Nei primi mesi della mia permanenza in Italia cercavo di scappare ogni volta che mi salutavano. Se si trattava di ragazze accettavo l’abbraccio irrigidendo il mio corpo come un ciocco di legno. I ragazzi invece li salutavo da lontano. Però bastava distrarmi un attimo e zac…. un abbraccio! Soprattutto quando uscivo con i compagni di Accademia. Si scambiavano i convenevoli, compresi i baci e gli abbracci e ovviamente non potevo scappare.

Giorno per giorno ho cominciato a rispondere il saluto con dei piccoli movimenti del corpo. Prima con le amiche poi con gli altri. Anche se non ero ancora abituata ai baci sulla faccia. Quei bacetti erano come piccole scintille emotive dentro di me: la paura, l’imbarazzo, la timidezza…quella parte più pesante della mia culturale originale si è andata sciogliendo, molto lentamente.

Ero sempre rigida come un Sampietrino romano

Piano piano la mia mente ha accettato questo fatto, ma il corpo ci ha messo più tempo. Quando mi avvicinavano quei ragazzi italiani con gli occhi grandi, di tutti colori, i nasi alti che puntavano sulla mia guancia, le barbe corte e lunghe con i peli duri che mi solleticavano la faccia…mamma mia! Ero sempre rigida come un Sampietrino romano, non ricordavo mai se dovevo offrire prima la guancia sinistra o quella destra ed ero immancabilmente un po’ goffa e maldestra.

Ora anche io riesco a salutare gli italiani, a modo loro. Posso finalmente dire di non esserne più terrorizzata! 

 

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Il sole e il caffè – Il diario di Didi

By | Il diario di Didi

Il sole e il caffè…

Caro diario,
 
che tempo faceva durante la mia prima giornata in Italia?
Quanti giorni e quante notti avrò trascorso in questo paese?
Ogni volta che comincio a farmi queste domande non riesco più a fermarmi. Tanti pensieri s’intrecciano nel vortice della mia memoria, di tutte le forme e di tutti colori. Non so mai da dove iniziare il racconto.
Sicuramente c’era il sole. Era la prima volta che sentivo il calore del Mediterraneo sulla faccia, e la mia grande valigia rossa era quasi diventata di fuoco. Solo un’altra volta avevo percepito un sole così forte e caldo: sulle alture del grande Tibet.
Nei primi giorni calpestavo i sanpietrini di questa città con una mappa in una mano e la macchina fotografica nell’altra. Il sole rendeva tutte le cose brillanti: le sculture di marmo bianco sui ponti, le facciate delle chiese, l’acqua che zampillava dalle fontane. Ogni minuscolo oggetto raccontava una storia diversa.
 
Continuiamo…
 
Camminavo senza sosta e ogni tanto qualcuno mi fermava per parlarmi in un’idioma incomprensibile. «Puoi pallale piano piano?». Ripetevo spesso questa frase.
Non immaginavo che un giorno sarei riuscita pronunciare correttamente la ‘r’ italiana. Le gente mi rispondeva sempre gentilmente, anzi, forse un po’ troppo: tanti mi invitavano a prendere il caffè! Ma l’espresso è amarissimo e il bicchiere così piccolino; gli italiani parlano troppo velocemente e io non capivo quasi niente… Alla fine di quella giornata avevo preso così tanti caffè che non riuscii nemmeno ad addormentarmi.

 

 

 

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Il sole e il caffè – Il diario di Didi ©jijide

 

 

Durante un giorno di lunghe camminate, mentre riposavo accanto ad una colonna romana, un uomo con la vespa si offrì di portarmi a fare un giro: non ero mai salita su una vera Vespa!
Il giorno seguente, quell’uomo mi mandò tanti messaggi gentili… poi dopo qualche giorno più niente, non si è più fatto vedere.
Che paese curioso, pensavo. Come il sole del Mediterraneo le persone in Italia ti stordiscono con la loro esuberanza.
 
E come il caffè con il suo carattere forte e diretto ti avvolgono nel loro abbraccio per pochi istanti e poi, altrettanto velocemente, la magia della sorpresa passa e svanisce.
 
A proposito di abbracci, quanto è stato difficile abituarmi a quel gesto!
Caro diario, presto ti racconterò anche questo. Ora però devo scappare: questa sera si festeggia la festa di metà autunno, Zhōngqiūjié, e devo ancora preparare i moon cakes per i miei amici italiani..ne vanno pazzi!
 

Il sole e il caffè – Il diario di Didi

Il diario di Didi raccoglie le avventure di una ragazza cinese in Italia.
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